Contro la violenza sulle donne

 Il governo Salvini-Di Maio, attraverso misure e proposte di legge che insistono su un modello patriarcale e autoritario vuole colpire donne, migranti e soggettività, impedendo la libertà individuale di decidere sul proprio corpo e le proprie vite. 
Non una di Meno denuncia la strumentalizzazione di stupri e femminicidi, ricordano ancora una volta che la violenza contro le donne non ha colore: è sempre violenza maschile. Quest’ultima comincia nel privato delle case ma pervade ogni ambito della società e diventa sempre più strumento politico di dominio, producendo solitudine, disuguaglianze e sfruttamento. Patriarcato e razzismo sono due facce della stessa medaglia: rifiutiamo la paura, l’odio e la violenza del decreto Salvini, costruendo mobilitazione e solidarietà diffusa, in primo luogo con le migranti esposte a violenze reiterate e sulla cui pelle si gioca in modo ancora più tragico la partita della destra al governo. Inoltre, Non Una Di Meno ribadisce che la libertà di abortire non si tocca e che il Ddl Pillon non si riforma, si blocca!
Il 24 novembre a Roma sarà nuovamente marea femminista senza bandiere e simboli identitari e di partito, Privilegiamo i contenuti, la costruzione di rete e relazioni. Abbiamo un Piano femminista contro la violenza maschile e di genere con cui vogliamo trasformare la società, il mondo intero.
Il 25 novembre ci ritroveremo in assemblea nazionale verso lo sciopero globale delle donne dell’8 marzo.
 Lo stato di agitazione permanente è appena cominciato.

Special Olympics

Ieri giornata emozionante per i 50 anni di Special Olympics..parlare di inclusione sociale e delle battaglie fatte assieme al mondo dello sport, fuori e dentro le istituzioni negli ultimi 40 anni, è stato per me una emozione fortissima

Paolo Bonolis di Special Olympics:
Io credo che la televisione stia già facendo qualcosa – afferma il noto presentatore – nei limiti del possibile, credo che riuscirà a fare di più nel momento in cui il cosiddetto “diversamente abile” non venga considerato come una figura strana, come una figura da osservare, o con un rispetto esagerato, o come una grottesca situazione per favorire gli ascolti. Si possono considerare semplicemente come persone prendendo in considerazione quelli che sono i loro limiti, ma soprattutto esaltando quelle che sono le loro qualità, tra queste: la gioia di vivere. Cosa consiglio ad una famiglia che per la prima volta si affaccia alle Special Olympics: di farlo con tutta la serenità possibile. Troverà il territorio più adatto a qualunque esigenza caratteriale, a qualunque problematica e troverà tutto l’aiuto che tendenzialmente in una società civile si ha difficoltà a rintracciare. Se dovessi definire Special Olympics, Special Olympics è? Una delle più belle occasioni di vita che si possano trovare e con con le quali collaborare”