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Una campagna elettorale non semplice quella che ci aspetta in vista del voto di marzo 2010. Ma le cose semplici non mi sono mai piaciute e sono certa che insieme pos s iamo ancora cambiare e migliorare questa Regione. Io credo che Emma Bonino sia la candidata giusta per gestire la complessità del Lazio, a partire d a lla difficoltà della sanità e dal risanamento del deficit. Emma ha la forza giusta per contrastare le pretese del governo nazionale oltre che il malaffare e la malasanità. Credo che con Emma Bonino presidente possano finalmente arrivare delle riforme a favore delle donne. Come la riforma della legge elettorale regionale con istituzione della preferenza doppia uomo/donna e obbligo del 50% di donne in ogni lista. Nel programma mi piacerebbe poi venisse sottolineata la necessità che la Regione Lazio promuova iniziative efficaci per affermare il valore collettivo della maternità cancellando atteggiamenti discriminatori nell'accesso al lavoro e nella crescita professionale. In tal senso dobbiamo pensare a leggi regionali che favoriscano una diversa organizzazione del lavoro. Dobbiamo dare piena applicazione al programma integrato della Regione Lazio contro la recessione e per la buona occupazione, continuare a sostenere il reddito minimo garantito, a ssicurare il diritto allo studio universitario e all'istruzione, realizzare altri posti in asili nido. Nella sanità va fatto un enorme lavoro per sconfiggere gli sprechi e affermare il merito, ridurre in maniera significativa le liste di attesa, ampliando e migliorando il servizio Recup. La regione deve fare la sua parte nell'affrontare l'emergenza casa che nel Lazio assume risvolti drammatici dando piena attuazione al "piano casa" per la costruzione di alloggi di edilizia pubblica e convenzionata, approvare una legge quadro sulle case destinate all'affitto, puntare sulle infrastrutture, in particolare sulla rete ferroviaria, continuare il lavoro sulla sicurezza delle stazioni, sostenere la produzione di energia da fonte rinnovabili. Dobbiamo pensare ad una riduzione, a partire dal 2011, delle aliquote IRPEF e IRAP e ad allargare le fasce di agevolazioni tariffarie, su ferro e gomma, per studenti, anziani, diversamente abili e lavoratori posti in cassa integrazione o disoccupazione. Occorre sostenere con forza il credito alle imprese e mettere in campo misure volte a favorire gli investimenti, sia in ricerca e innovazione che in forza occupazionale. In tema di sicurezza va rivisto il Patto per Roma sicura, per rafforzare la presenza delle forze dell'ordine in particolare nelle periferie e per ottenere dal Comune di Roma migliori politiche sociali in particolare per combattere la povertà estrema. Bisogna spingere sul governo per una riorganizzazione dei servizi di vigilanza fissa, garantire l'entrata in funzione dell'Agenzia dei beni confiscati alla mafia (Abecol), continuare la lotta all'usura, dare piena applicazione alla legge regionale s ui diritti dei detenuti e a quella sui diritti degli immigrati.

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