home proposte chi sono comunicati rassegna stampa agenda contatti galleria  
 

Inclusione sociale, a sostegno dei più deboli

Quanto serve per essere reietti? Niente, può bastare la perdita del lavoro, la vecchiaia che avanza, la separazione di una coppia. E allora non si può pensare all’inclusione come ad una semplice strategia di politica sociale. E’ una necessità, una condizione stessa dell’amministrazione pubblica. Politiche di inclusione devono riguardare le minoranze religiose, gli anziani, i disoccupati, i senza casa, i disabili, i giovani in cerca di lavoro. Per questo la Regione Lazio ha attuato la legge sul reddito minimo garantito mentre il nuovo Consiglio Regionale dovrebbe riprendere l'esame della legge per l’attuazione della riforma dei servizi sociali (Legge 328/2000). Sul tema dell’immigrazione deve essere abbandonata l’immagine del migrante-delinquente. Va ricordato che migliaia di immigrati lavorano, pagano le tasse, comprano una casa. Costituiscono una parte molto importante del pil del nostro Paese. Bisogna attribuire la cittadinanza ai ragazzi stranieri nati in Italia. Combattere lo sfruttamento dell’immigrazione, il caporalato, il lavoro nero, la tratta degli esseri umani, programmare i flussi, aiutare chi si fa identificare. L’EMERSIONE dal sommerso è l’unica garanzia di inclusione sociale e di legalità. La conoscenza e la cultura sono le armi più efficaci contro l’intolleranza e l’esclusione.
E’ necessario infine capire che lo sviluppo economico e produttivo della società è fortemente legato alle politiche sociali di sostegno al lavoro, alla famiglia, agli individui in difficoltà. Politiche sociali e politiche economiche devono cioè andare a braccetto senza che siano i soli indicatori economici a definire le strategie di azione.

 
C'è molto per cui lottare
 
Sicurezza e contrasto alla mafia
 
Inclusione sociale - a sostegno dei più deboli
 
Pari opportunità - Diritti civili
 
Sviluppo sostenibile - Ambiente